Commissione Ue vara nuovo programma per le banche

La Commissione europea ha adottato la direttiva contenente le proposte di modifica e riforma del settore bancario per evitare il ripetersi di crisi come quelle che hanno interessato gli istituti di credito negli ultimi anni. Il collegio dei commissari ha dato il via libera al provvedimento che intende riscrivere le regole per il settore.

Tre i cardini della proposta di riforma della Commissione Ue: azioni di prevenzione con stesura di piani di gestione di crisi eventuali, rafforzamento della vigilanza e azioni di salvataggio delle banche ma non con i soldi dei contribuenti ma con i soldi delle banche stesse.

La commissione europea chiede alla banche di essere pronte al peggio: la proposta di direttiva impone alla banche di redigere piani di risanamento che stabiliscano le misure da adottare in caso di deterioramento delle finanze.

Contestualmente le varie attivita' di controllo nazionale dovranno vigilare sulla banche e preparare anch'esse dei piani di risoluzioni della crisi, soprattutto nei casi piu' insostenibili. Un lavoro 'ex-ante' che vedra' l'Eba, l'Autorita' bancaria europea, svolgere un ruolo di coordinamento tra le 27 autorita' di controllo dei paesi membri. L'Eba, secondo il piano, ''agevolera' azioni congiunte e, se necessario, svolgera' un ruolo di mediazione vincolante''. Questa disposizione, sottolinea il commissario europeo per il Mercato interno, Michel Barnier, presentando il testo, ''getta le basi per un vigilanza delle entita' trans-frontaliere sempre piu' integrata a livello Ue''. Una necessita', dato che - ricorda Barnier - delle 8.300 banche europee ''quasi il 60% si trovano sul suolo di uno stato ma appartengono a un altro stato''. Previsto, inoltre, la creazione di fondi 'cuscinetto' all'interno delle banche pari ad almeno l'1% del totale dei depositi coperti, cosi' da avere liquidita' residua in caso di necessita'. ''Devono essere le banche a pagare per le banche'', sostiene Barnier.

''Non deve piu' ripetersi che a pagare per la banche siano i contribuenti''

L'idea di fondo e' che bisogna limitare il ricorso agli aiuti pubblici, soprattutto in tempo di austerity e alla luce del patto di equilibrio di bilancio. Tra il 2008 e il 2011, ricorda Barnier, la Commissione europea ha approvato aiuti di stato a favore delle banche per ''4.500 miliardi di euro, pari al 37% del Pil dell'Unione europea''. Interventi che hanno salvato le banche ma che hanno colpito le famiglie.

Adesso le banche potranno risolvere le loro questioni economiche attraverso cessioni dell'attivita' d'impresa o separazione delle attivita'. Prevista inoltra la possibilita' di creare un ente-ponte: si trattera' di individuare le attivita' sane con cui istituire una nuova banca (una sorta di 'good company') da mettere in vendita, mentre le attivita' deteriorate della banca (la 'bad company') sara' liquidata con procedura ordinaria di insolvenza. ''Se avessimo adottato queste diposizioni dieci-quindici anni fa crisi come quelle in atto oggi non le avremmo avute'', sostiene Barnier. ''La proposta di direttiva di oggi - conclude il commissario Ue - non serve per affontare le crisi come quelle che adesso sta vivendo la Spagna, ma per evitare che crisi analoghe si ripetano''.