G20, cambia l’agenda: si parla d’Europa, non più di Paesi emergenti

La crisi europea del debito sbarca al G20 in Messico e cambia i temi della due giorni che avrebbe dovuto affrontare la crisi dei prezzi degli alimentari. Dopo le notizie post elettorali ad Atene, si guarda alle banche spagnole e alla Siria

Al via il G20 di Los Cabos

LOS CABOS - Il G20 iniziato  a Los Cabos in Messico si è aperto con le notizie incoraggianti provenienti da Atene dove, a urne chiuse, è stato evitato il pericolo di ingovernabilità o peggio il successo dei partiti contrari alle politiche della troika:  l‘Unione europea, la sua Banca centrale e il Fondo monetario internazionale. Il summit multilaterale, ospitato dal Messico del presidente Felipe Calderon,avrebbe dovuto avere all’ordine del giorno i temi riguardanti la crisi dei prezzi degli alimentari, che mette in ginocchio i Paesi produttori ed espone al rischio povertà milioni di persone nel mondo invertendo la tendenza in atto negli ultimi anni che aveva registrato l’uscita dalla povertà di molti Paesi emergenti.

UN NUOVO SERPENTE, MA DEI TASSI

E invece la crisi dell’euro e dei debiti sovrani europei è diventata il tema principale della due giorni messicana. C’è una priorità ormai ineludibile: salvare la moneta europea dalla speculazione e i paesi più a rischio, quali Grecia e Spagna, che potrebbero ”infettare” l’economia mondiale. Mentre Washington ormai non si aspetta dal vertice grandi passi avanti, i Paesi europei sfrutteranno l’occasione del G20 per discutere delle possibili soluzioni alla crisi in vista del cruciale Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Una delle proposte più concrete trapelate nei giorni scorsi  sarebbe quella del “serpente dei tassi di interesse”, sul modello del serpente monetario che permise, negli anni Settanta, di stabilizzare i cambi e che portò poi alla creazione dell’Euro.
Una proposta italiana fisserebbe dei limiti agli spread oltre ai quali scatterebbe l’intervento della Bce per acquistare titoli e calmierare il mercato. Non è però scontato che la cancelliera tedesca Angela Merkel appoggi l’idea. Per convincerla, il Primo ministro italiano Mario Monti e il nuovo presidente francese Francois Hollande avranno nell’incontro a quattro con la Merkel e il Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, in calendario a Roma il 22 maggio, un’altra occasione per portare avanti il pressing sulla Germania.
Nel frattempo, al G20 in Messico, Rajoy dovrà rendere noti i numeri sulle esigenze reali delle banche spagnole, dopo l’iniezione di 100 miliardi di euro concessa dall’Unione europea. Madrid ha affidato a due società di analisi la stesura di un rapporto sulla necessità di ricapitalizzazione delle banche spagnole ma non è detto che il finanziamento basti a placare gli spiriti del mercato. Olli Rehn, il commissario Ue agli affari economici, vuole che il G20 si esprima in una dichiarazione a favore della linea di credito verso la Spagna, mentre Hollande proverà a dare una svolta anche a un altro problema internazionale, la crisi siriana, spingendo la Russia verso decisioni più nette al Consiglio di sicurezza della Nazioni unite nei confronti di Bashar Al Assad. Proprio sulla Siria, il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin si sono detti d’accordo sulla necessità di avviare un processo politico per evitare la guerra civile.

19 giugno 2012-06-19 - G20, bozza: nuovo ordine banche Ue "Per fermare sovraesposizione a debito"

"Sosteniamo l'intenzione di considerare misure concrete verso un'architettura finanziaria più integrata". Così i leader del G20 in una bozza delle dichiarazioni finali, in cui si parla di uno schema europeo di "sorveglianza bancaria, gestione dei fallimenti, ricapitalizzazione e assicurazione dei depositi". Le misure verranno intraprese al fine di "interrompere il circolo vizioso fra i titoli di Stato e le banche sovraesposte al debito sovrano".